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Distinguere le vere vittime dai vittimisti

Molti di noi non hanno ancora imparato a distinguere le vere vittime dai vittimisti. In effetti, un vittimista non sempre è una persona che si lamenta 24/24 h e può essere un ottimo camaleonte. Può apparire sorridente e raggiante e presentarsi come quello che ce la fa sempre, nonostante tutto! Come quello che tu non hai neanche idea di cosa ha dovuto passare….” sì, a un occhio poco allenato può sembrare addirittura un combattente, ma non lo è affatto, sta solo giocando un ruolo, sta solo abbracciando il vittimismo patologico sotto mentite spoglie.

 

Il vittimismo patologico è quella tendenza esplicita o più subdola e sottile a presentarsi come una persona oppressa e provata dalla vita e dalle sue ingiustizie.

Il vittimismo, quando estremamente radicato, diventa un tratto di personalità in cui quella persona riesce a riconoscersi come vittima delle azioni negative altrui e comportarsi come se avesse realmente subito dei danni.

Il modo di pensare dei vittimisti dipende da molti fattori ma hanno un comune denominatore: sono tutti bravi ad affibbiare agli altri la responsabilità di una vita poco appagante. Altro tratto comune è l’invidia, spesso il vittimista nutre un’invidia mascherata che rivolge proprio verso chi riesce a ottenere un’esistenza realizzata… quello che al vittimista, in fondo, manca non perché lui/lei non è stato in grado di cogliere ma solo perché Tizio, Caio o Sempronio sono stati in qualche modo d’intralcio.

I vittimisti incolpano gli altri per i propri insuccessi ma manifestano rabbia meno spesso di quanto si possa immaginare. Se conosci un vittimista, questo non ti affronterà mai a viso aperto: preferisce fare insinuazioni, darsi all’ambiguità comunicativa e lanciare frecciatine, perché, d’altronde, se ne raccogli una sei tu che hai la coda di paglia… lui non ti aveva mica detto nulla! Ecco, la trasparenza e la chiarezza, per il vittimista, non esistono.

Il vittimista (o la vittimista) spesso assume comportamenti seduttivi così, al contempo, non solo riesce a raccogliere le simpatie altrui ma anche ottenere comprensione, conforto e compassione.

La vera vittima non si comporta così!

Per molti aspetti, le vere vittime assumono comportamenti diametralmente opposti ai vittimisti, tendono a sentirsi responsabili della propria condizione fino a essere eccessivamente severe con se stesse. Le vere vittime, spesso, sono incapaci di comprendere la gravità del danno subito e pur quando ne prendono consapevolezza non riescono a ripiegare nel vittimismo.

Come distinguere vittime da vittimisti

Qualcuno potrebbe dirti che la discriminante è la lamentela… Certo, chi fa la vittima (il vittimista) è portato, come si suol dire, a piangersi addosso… tuttavia i momenti di sconforto possono colpire chiunque, quindi non si tratta di un indicatore affidabile.

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