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Cosa Possiamo Realmente Controllare?

La nostra mente è strutturata, da millenni di evoluzione, ad evitare il pericolo e massimizzare il piacere; sono aspetti ancestrali che riguardano un livello di funzionamento del nostro cervello estremamente automatico, e poco consapevole.

Tra le fonti di pericolo che la nostra mente tenta di evitare vi è anche il dolore e la sofferenza. Siamo programmati per fuggire non solo dalle fonti di pericolo ma anche da quelle che possono suscitare emozioni intense come rabbia, tristezza, dolore, ed a volte la noia.

La nostra mente, che può gestire i pericoli soltanto attraverso le parole ed il pensiero (idea del problema) tenta di sviluppare strategie e piani d’azione per fare in modo che certe cose non accadano o che certe cose accadute possano mutare.

Dedichiamo molto tempo a gestire eventi e circostanze nel tentativo di cambiarle o prevenirle, dimenticando che tutto quello che accade dentro e fuori da noi non è nel nostro controllo, così come il dolore che questi eventi e circostanze mi suscitano di conseguenza.

In più, ogni volta che assumiamo questo tipo di atteggiamento, generiamo ulteriore disagio e sofferenza.

Ripassando il film delle nostre azioni produciamo frustrazione e sofferenza frutto della consapevolezza che nonostante tutti gli sforzi nulla è cambiato, e nel frattempo trascorriamo molto più tempo trai nostri pensieri e meno a contatto con quello che ci circonda.

Anche contrastando e tentando di ridurre le nostre sensazioni le amplifichiamo di conseguenze, così come lottando con i nostri pensieri ne generiamo di altri più negativi.

Il controllo è soltanto un’ illusione della nostra mente, possiamo però scegliere, in ogni momento, quali azioni agire nonostante le cose, dentro e fuori da noi, vadano seguendo una logica diversa da quella che ci aspettiamo.

Il nostro più grande limite è credere che in assenza di controllo la vita sia una fonte continua di sofferenza. La nostra più grande fortuna è quella che anche se questa sofferenza dovesse esistere, siamo sempre noi che scegliamo come relazionarci a questa, anche in sua presenza.

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