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I media influenzano il nostro benessere? Come e perché?

Il presente articolo vuole essere un invito a scegliere con cura i programmi televisivi, i siti internet, i film, le letture. Come un cibo che può contaminarci o nutrirci, anche questi elementi si depositano dentro di noi intossicandoci o sostenendoci a loro modo.

Vediamo perché…..

Di recente ho iniziato ad interessarmi all’impatto delle notizie sul nostro equilibrio emotivo ed  ho rapidamente constatato che le notizie ci possono facilmente rendere infelici. Nel migliore dei casi, ci lasciano  indifferenti, ma il più delle volte, innescano  un basso umore e una passività che può portare anche all’ansia e alla depressione.

Le cose si sono fatte più interessanti, tuttavia, quando ho esaminato gli effetti delle notizie su cose che non erano negative. Storie su progresso e possibilità, su speranza e ottimismo.

Ho scoperto che tali storie ci motivano. Ci mettono in moto e giocano in positivo sul nostro naturale desiderio di prenderci cura di noi stessi e del nostro prossimo, come forze d’ispirazione.

Le notizie possono quindi essere estremamente potenti. Ma questo ci impone di cambiare radicalmente la nostra dieta mediatica, altrimenti saranno i soli mezzi di informazione a decidere per noi i temi ai quali, ogni giorno, prestare attenzione.
Attraverso le notizie che i mass-media riportano e quelle che invece ignorano, saremo portati a considerare un argomento piuttosto che un altro; così anche il modo in cui  pensiamo viene orientato dai media.

Certo, le notizie sono estremamente importanti, ci permettono di connetterci agli eventi mondiali che non siamo in grado di sperimentare in prima persona, oltre a riflettere su questi. Le storie raccontate ci aiutano a dare un senso al mondo, ma che ci piaccia o no, influenzano anche le nostre opinioni e credenze. Purtroppo le storie più raccontate si concentrano su guerra, corruzione, scandalo, omicidio, carestia e disastri naturali. Questi tipi di storie non sono solo più pesantemente riportati, ma ricevono anche un trattamento e un’esposizione preferenziali nei media.

Molte persone potrebbero dire che ci sono buone ragioni per segnalare gli aspetti negativi dell’umanità, ed è vero che le notizie svolgono un ruolo essenziale da “cane da guardia” nella società, facendo luce su molti dei mali e delle ingiustizie del mondo che devono essere notate, facendo pressione su governi, organizzazioni o individui per migliorare in qualche modo. Questo è stato fondamentale per aiutarci a capire, affrontare e correggere molti problemi, consentendo alla società di progredire.

Oggi, le notizie negative sono però diventate vittima del proprio successo. L’ondata eccessiva di negatività ci ha portato sull’orlo di un punto critico, spostando le notizie dall’essere utili a diventare dannose.  Il dott. Ralph Hanskins, professore di giornalismo presso l’università della California dopo aver studiato l’impatto psicologico delle notizie, ha suggerito che “l’esposizione prolungata a cattive notizie per lunghi periodi può avere effetti dannosi su stati d’animo, atteggiamenti, percezioni e salute emotiva”; la sovra- esposizione di notizie negative può creare un’immagine inesatta della realtà, in cui la nostra percezione del rischio spesso supera l’effettività, portandoci a credere che il mondo sia più pericoloso di quanto sia in realtà.

Noi siamo abituati a pensare al benessere come a una conseguenza. Abbiamo desideri, ambizioni, obiettivi – nella nostra vita lavorativa, sociale, personale e familiare – e abbiamo la convinzione che raggiungere questi risultati ci renderà anche felici.

Però, se andiamo a guardare un po’ meglio come stanno le cose, ci accorgiamo che non è proprio vero. Il benessere non è poi così tanto legato a quello che ci succede, alle circostanze, alle situazioni della nostra vita. Dipende molto di più dai nostri stati interni, da come guardiamo al mondo, dalle impressioni che accumuliamo sullo stess, dagli elementi di realtà con cui ci nutriamo ed entriamo in contatto e da come interpretiamo situazioni ed eventi.

Telegiornali, giornali, radio informano principalmente sulle notizie negative che accadono, questo per motivi che non è mia intenzione analizzare qui; tuttavia questo non significa che nel mondo ogni giorno accadano solo questi tragici fatti, anzi, ma che quasi esclusivamente questi trovano spazio sui mezzi di informazione. E tutti noi che siamo destinatari di queste notizie ci formiamo un quadro della realtà distorto e sbilanciato a favore del negativo.
Ci convinciamo cioè che nel mondo accadano per lo più cose brutte.

Io non sono esattamente quel tipo di persona che vede la vita in rosa. Non amo le esortazioni a pensare positivo. I problemi esistono, così come esistono dolore e sofferenza, ostacoli, difficoltà. Non possiamo pretendere di avere il controllo assoluto su tutto quello che ci succede. Dipingerci in faccia un sorriso perenne non mi sembra una grande strategia di azione, piuttosto appare come un meccanismo difensivo di evitamento, di negazione.

Occorre allora essere realistici; essere tali rispetto al presente non significa di certo ignorare i problemi, ma non significa nemmeno vedere solo quelli e nascondere le opportunità. Eppure è proprio questo quello che facciamo se la nostra mente è dominata da indottrinamenti di pensiero negativi.

Registriamo, atrraverso i media, un mare di informazioni drammatiche in modo distratto, informazioni che sollecitano stati mentali forti e poi  ripartiamo con un bel carico sullo stomaco.

In nostro potere c’è la scelta di dove posare l’attenzione, consapevoli degli effetti che ogni scelta ha dentro di noi. Non significa coprirsi gli occhi per non vedere, ma guardare dove questo può portare ad un risultato utile per noi.

 

Dott. Marco Forti

Psicologo – Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale – Sessuologo Clinico – Esperto in EMDR

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